Le mura sul mare e il porto di Otranto
Le mura sul mare e il porto di Otranto. Foto: Enric · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Verso l'Adriatico

Otranto è il comune più orientale della penisola italiana, affacciato sull'Adriatico nel punto in cui il Salento guarda verso i Balcani. Da Monteroni di Lecce si raggiunge in meno di un'ora d'auto, il che la rende una delle gite in giornata più naturali per chi soggiorna nella zona. Il centro storico è piccolo e raccolto dentro le mura: in poche ore si visitano i monumenti principali, e resta tempo per una passeggiata lungo il porto e sul lungomare.

Per capire Otranto bisogna tenere a mente due momenti della sua storia. Il primo è il Medioevo, quando la città era un crocevia fra Oriente e Occidente e un centro religioso di primo piano. Il secondo è il 1480, l'anno dell'assedio ottomano, che segnò profondamente la comunità e ne ridisegnò anche l'aspetto, con le fortificazioni aragonesi costruite subito dopo.

La cattedrale e il mosaico dell'Albero della Vita

La tappa irrinunciabile è la cattedrale, e dentro la cattedrale il suo pavimento. Il grande mosaico che copre la navata centrale fu realizzato fra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone, su commissione del vescovo Gionata: date e nomi sono riportati nello stesso mosaico, un fatto raro che ne rende certa la cronologia.

L'opera si sviluppa attorno a un gigantesco Albero della Vita e si compone di centinaia di migliaia di tessere in pietra calcarea locale. Guardandolo con attenzione si apre un universo intero: episodi biblici si alternano a figure mitologiche, animali reali e fantastici, segni dello zodiaco, cavalieri, personaggi della tradizione classica e perfino figure come re Artù e Alessandro Magno. È un'enciclopedia per immagini del sapere e delle credenze medievali, pensata per essere letta camminando.

Il consiglio è di entrare senza fretta e di percorrere la navata lentamente, fermandovi sui singoli riquadri. Con i bambini può diventare una piccola caccia al tesoro: trovare l'elefante, i mostri, i cavalieri. Ricordate che si tratta di un luogo di culto, in cui è richiesto un abbigliamento adeguato e il rispetto delle celebrazioni in corso.

La cappella dei Martiri

All'interno della cattedrale si trova la cappella dei Martiri, legata all'episodio più drammatico della storia cittadina. Nel 1480 Otranto fu conquistata dalle truppe ottomane, e circa ottocento abitanti furono uccisi per essersi rifiutati di rinunciare alla propria fede. Le loro ossa sono custodite nella cappella, e presso l'altare si conserva la pietra su cui, secondo la tradizione, avvennero le esecuzioni.

È un luogo di forte impatto emotivo, soprattutto per i più piccoli: valutate voi come e quanto raccontare. Allo stesso tempo è la chiave per comprendere tutto ciò che si vede fuori dalla chiesa.

Il castello aragonese

Dopo la riconquista della città nel 1481, gli Aragonesi ne ridisegnarono le difese. Il castello fu ricostruito come fortezza costiera a pianta pentagonale, con tre imponenti torri circolari; nel Cinquecento vi fu aggiunto un grande bastione che si spinge quasi fino al porto. Tutt'intorno corre il fossato, oggi riaperto e utilizzato anche come spazio per eventi e iniziative culturali.

Il castello ha anche una fama letteraria: lo scrittore inglese Horace Walpole intitolò a Otranto il suo romanzo Il castello di Otranto, considerato uno dei testi fondativi del genere gotico, anche se la vicenda narrata è di pura invenzione.

Le mura, Porta Alfonsina e il borgo

Il centro storico si raggiunge attraverso la Porta Alfonsina, che deve il nome ad Alfonso d'Aragona e fa parte del sistema di fortificazioni costruito dopo la liberazione della città. Un altro accesso si apre dalla zona del porto, nei pressi della Torre Matta. Una volta dentro, le vie lastricate salgono e scendono fra case chiare, botteghe e scorci sul mare, e i camminamenti lungo le mura offrono viste ampie sull'Adriatico.

Nel borgo merita una deviazione anche la piccola chiesa bizantina di San Pietro, testimonianza del legame antico della città con il mondo orientale.

Un itinerario possibile

  • Mattina: arrivo, ingresso da Porta Alfonsina e visita alla cattedrale, con il mosaico e la cappella dei Martiri.
  • Tarda mattinata: il castello aragonese e il fossato.
  • Pomeriggio: passeggiata nel borgo, sulle mura e verso il porto.
  • Facoltativo: una deviazione verso Punta Palascìa, il punto più orientale d'Italia, con il suo faro ottocentesco.

Prima di partire

In estate Otranto è molto frequentata: arrivare presto aiuta sia con il parcheggio sia con il caldo. La cattedrale ha orari legati alle funzioni religiose e il castello segue calendari e modalità di visita che variano durante l'anno, con eventuali ingressi a pagamento. Controllate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Comune di Otranto e della diocesi prima di mettervi in viaggio. Rientrando a Monteroni in serata, la giornata si chiude senza lunghi trasferimenti.

Una villa alle porte di Lecce

Masseria Cecora è a Monteroni di Lecce, a circa 7 km dal centro storico: 300 mq con giardino e barbecue, prenotabili per intero fino a 8 ospiti o come Casa Principale e Dépendance.