Porta Napoli
Arco di trionfo cinquecentesco situato a circa 8 km dalla masseria. Eretta nel 1548 in onore di Carlo V, segnava l'inizio dell'antica via consolare per Napoli ed è affiancata dalle storiche mura. Davanti all'arco si alza l'obelisco ottocentesco, e insieme formano uno degli ingressi più riconoscibili di Lecce.
Un arco per l'imperatore
Porta Napoli, che i leccesi chiamano anche Arco di Trionfo, fu edificata nel 1548 in onore di Carlo V d'Asburgo. L'imperatore aveva promosso le nuove opere di fortificazione della città, in un'epoca in cui le coste salentine erano esposte alle incursioni dal mare, e la cittadinanza volle celebrarlo con un monumento all'antica. Promotore dell'opera fu Ferrante Loffredo, preside della provincia di Terra d'Otranto.
Il progetto viene generalmente attribuito all'architetto militare Gian Giacomo dell'Acaya. Da Masseria Cecora l'arco si trova a circa 8 km: è una delle mete che si raggiungono con facilità combinando un tratto in auto e una passeggiata nel centro.
Come è fatto
L'arco ha un unico fornice a tutto sesto, affiancato da due colonne corinzie per lato. Le colonne sostengono un frontone triangolare, al cui centro campeggia lo stemma imperiale asburgico di Carlo V. L'impostazione richiama gli archi trionfali romani, reinterpretati con il linguaggio del Rinascimento.
Sul monumento corre un'iscrizione dedicatoria in latino che celebra l'imperatore come vincitore in terre lontane e difensore della fede, e ricorda il governo di Ferrante Loffredo, che seppe tenere lontani i Turchi dalle coste del Salento. Leggerla, anche solo nella traduzione, aiuta a capire il clima di un secolo in cui le mura servivano davvero.
- Il fornice unico: semplice e monumentale, pensato per essere attraversato.
- Le colonne corinzie: due per lato, a sostegno del frontone.
- Lo stemma: l'aquila imperiale al centro del timpano.
- Le mura: i tratti della cinta che affiancano la porta.
La strada per Napoli
Il nome ricorda la funzione della porta: da qui partiva la strada che collegava Lecce con Napoli, capitale del regno. Per secoli è stata uno degli ingressi principali della città, attraversato da viaggiatori, merci e notizie. Varcandola verso l'interno, le vie del centro storico vi conducono a piedi verso Piazza Duomo e le altre mete principali.
L'obelisco di fronte
Proprio davanti alla porta si innalza l'obelisco in pietra leccese, eretto a partire dal 1822 per volontà della città in onore di Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie. L'opera fu realizzata dallo scultore Vito Carluccio di Muro Leccese su disegno di Luigi Cipolla. Sulla base compare, fra gli altri ornamenti, il delfino che morde la mezzaluna, simbolo della provincia di Terra d'Otranto. L'accostamento fra l'arco cinquecentesco e l'obelisco ottocentesco racconta in pochi metri due epoche diverse della storia cittadina.
Una passeggiata fra le porte
Porta Napoli si presta a chiudere un itinerario a piedi nel centro: si può entrare da Porta Rudiae, attraversare le vie barocche fino a Piazza Duomo e uscire da qui, ammirando l'arco anche dall'esterno. Le ore migliori sono quelle del mattino o del tardo pomeriggio, quando la luce valorizza la pietra e il traffico pedonale è più tranquillo.
Per eventuali visite guidate e iniziative culturali fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Lecce. Al termine della giornata, il rientro a Masseria Cecora vi restituisce la quiete della villa e del suo giardino.
Consigli pratici
- Controllate prima i confini e le regole della ZTL di Lecce sui canali ufficiali del Comune.
- Osservate l'arco sia dall'esterno sia dall'interno delle mura: le prospettive sono diverse.
- Fermatevi anche davanti all'obelisco e cercate sulla base il delfino con la mezzaluna.
- Usate la porta come inizio o conclusione di una passeggiata verso Piazza Duomo.
- Per visite guidate ed eventi affidatevi ai canali ufficiali del Comune di Lecce.


